Articolo 44 Durata del ciclo vegetativo e strategia luminosa complessiva: equilibrio tra crescita strutturale e resa finale
INTRODUZIONE
La durata della fase vegetativa influenza direttamente la strategia luminosa dell’intero ciclo. Un vegetativo breve produce piante più compatte e meno strutturate, mentre un vegetativo lungo aumenta la massa fogliare e la capacità di intercettare luce durante la fioritura. Tuttavia, prolungare la fase vegetativa comporta un aumento del DLI cumulativo totale del ciclo e quindi del consumo energetico. La domanda centrale non è quanto far durare il vegetativo, ma quale durata massimizza il rapporto tra energia investita e resa finale.
DLI IN VEGETATIVA
In vegetativa si lavora spesso tra 400 e 600 µmol/m²/s con fotoperiodo 18 ore.
Esempio a 500 µmol/m²/s per 18 ore:
DLI ≈ 32,4 mol/m²/giorno.
Con 600 µmol/m²/s:
DLI ≈ 38,9 mol/m²/giorno.
La fase vegetativa può quindi avere un DLI giornaliero simile a quello della fioritura, ma distribuito su più ore.
CONFRONTO TRA CICLI
Scenario A
Vegetativa 2 settimane
Fioritura 8 settimane
Scenario B
Vegetativa 4 settimane
Fioritura 8 settimane
Supponiamo 500 µmol/m²/s in vegetativa e 900 µmol/m²/s in fioritura.
Scenario A
Vegetativa: 32,4 mol x 14 giorni = 454 mol/m²
Fioritura: 38,9 mol x 56 giorni = 2178 mol/m²
Totale ≈ 2632 mol/m²
Scenario B
Vegetativa: 32,4 mol x 28 giorni = 907 mol/m²
Fioritura: 2178 mol/m²
Totale ≈ 3085 mol/m²
Differenza ≈ 453 mol/m² cumulativi, circa +17%.
IMPATTO SULLA RESA
Un vegetativo più lungo produce piante con maggiore superficie fogliare e potenziale produttivo.
Scenario A
Resa 550–600 g/m²
Scenario B
Resa 650–750 g/m²
L’incremento può essere 15–20%, ma a fronte di un aumento energetico del 17%.
EFFICIENZA PER MOL
Scenario A
600 g con 2632 mol → 0,23 g per mol
Scenario B
700 g con 3085 mol → 0,23 g per mol
In questo esempio l’efficienza per mol rimane simile.
Se però il vegetativo è troppo lungo e la canopy diventa eccessivamente densa, l’efficienza può diminuire.
RISCHIO DI ECCESSO VEGETATIVO
Un vegetativo eccessivo può generare:
LAI superiore a 4.
Ombreggiamento interno.
Competizione tra apici.
In questo caso l’aumento di DLI cumulativo non si traduce in aumento proporzionale di resa.
INTERAZIONE CON DENSITÀ
Con alta densità di piante, un vegetativo più breve può essere sufficiente per coprire la superficie.
Con bassa densità, un vegetativo più lungo è necessario per raggiungere copertura superiore al 90%.
La durata ideale dipende dalla strategia di piantumazione.
IMPATTO SULLA STRATEGIA LUMINOSA
Vegetativo breve
PPFD 450–500 µmol/m²/s può essere sufficiente.
Vegetativo lungo
Può essere utile aumentare gradualmente a 550–600 µmol/m²/s per sostenere maggiore massa fogliare.
Tuttavia, superare 650 µmol/m²/s in vegetativa raramente produce benefici proporzionali.
CONSUMO ENERGETICO
Sistema 9 m², 4500 W in fioritura.
In vegetativa a 60% potenza, consumo ≈ 2700 W.
Due settimane aggiuntive di vegetativo:
2700 W x 18 h x 14 giorni ≈ 680 kWh.
Costo energetico significativo che deve essere giustificato dall’aumento di resa.
PUNTO DI EQUILIBRIO
Vegetativo 2–3 settimane per sistemi ad alta densità.
Vegetativo 3–4 settimane per sistemi a bassa densità o con training esteso.
L’obiettivo è raggiungere copertura uniforme prima del cambio a 12 ore.
Non esiste durata universale, ma un equilibrio tra struttura e consumo.
STRATEGIA OTTIMALE
Raggiungere 80–90% di copertura prima della fioritura.
LAI iniziale in fioritura circa 2–2,5.
Canopy livellata prima dell’aumento a 900 µmol/m²/s.
SINTESI OPERATIVA
La durata del vegetativo determina il DLI cumulativo totale del ciclo e influenza direttamente la resa potenziale. Un vegetativo più lungo aumenta la struttura produttiva ma anche il consumo energetico.
La scelta ottimale è quella che massimizza grammi per kilowattora, non semplicemente grammi totali.
La strategia luminosa deve essere pianificata sull’intero ciclo, non solo sulla fioritura.
Nel prossimo approfondimento analizzeremo l’impatto della riflettanza delle pareti e dei materiali interni sulla distribuzione reale del PPFD e sull’efficienza complessiva dell’impianto.
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