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Articolo 20 Simulazione resa–luce: scenari numerici tra PPFD, DLI e consumo energetico

Articolo 20 Simulazione resa–luce: scenari numerici tra PPFD, DLI e consumo energetico

 

INTRODUZIONE

Dopo aver analizzato intensità, spettro, distanza lampada–canopy ed efficienza in µmol/J, il passaggio successivo è collegare la luce alla resa in modo quantitativo. Non basta sapere che 900 µmol/m²/s “funzionano bene”. Occorre capire quanto producono in grammi, quanto consumano in kWh e dove si colloca il punto di massima efficienza economica. In questo articolo costruiamo simulazioni numeriche realistiche per visualizzare come varia la produzione al variare di PPFD e DLI.

SCENARIO BASE SENZA CO₂ SUPPLEMENTARE

Consideriamo una superficie di 1,2 x 1,2 m con LED da 480 watt a 2,8 µmol/J.

In fioritura lavoriamo a 850 µmol/m²/s per 12 ore al giorno.

Il DLI risultante è circa 36,7 mol/m²/giorno.

Su 56 giorni di fioritura il consumo energetico è circa 322 kWh.

In condizioni ben gestite è realistico ottenere 1,8 grammi per watt.

480 watt x 1,8 g/W = 864 grammi.

Efficienza energetica = 864 g / 322 kWh ≈ 2,68 g/kWh.

SCENARIO INTENSITÀ AUMENTATA SENZA CO₂

Aumentiamo l’intensità a 1000 µmol/m²/s mantenendo 12 ore.

Il DLI sale a circa 43,2 mol/m²/giorno.

Per raggiungere questa intensità occorre aumentare la potenza a circa 560 watt effettivi.

Il consumo su 56 giorni diventa circa 376 kWh.

La resa aumenta, ma non in modo proporzionale. Supponiamo 1,9 g/W.

560 watt x 1,9 g/W = 1064 grammi.

Efficienza energetica = 1064 g / 376 kWh ≈ 2,83 g/kWh.

L’incremento produttivo è significativo, ma l’efficienza migliora solo leggermente.

SCENARIO ALTA INTENSITÀ SENZA CO₂

Spingiamo a 1150 µmol/m²/s.

Il DLI diventa circa 49,7 mol/m²/giorno.

La potenza richiesta può superare 620 watt.

Consumo totale ≈ 416 kWh.

La resa potrebbe salire a 2,0 g/W.

620 watt x 2,0 g/W = 1240 grammi.

Efficienza energetica = 1240 g / 416 kWh ≈ 2,98 g/kWh.

L’incremento rispetto allo scenario base è reale, ma il guadagno marginale in grammi per kWh è limitato rispetto all’aumento di investimento energetico.

SCENARIO CON CO₂ A 1000 ppm

Riprendiamo lo scenario a 1000 µmol/m²/s ma con CO₂ arricchita a 1000 ppm e temperatura fogliare intorno a 27 °C.

La resa per watt può salire a 2,2 g/W.

560 watt x 2,2 g/W = 1232 grammi.

Con consumo 376 kWh, l’efficienza diventa 3,27 g/kWh.

In questo caso l’aumento di intensità è realmente valorizzato dall’ambiente controllato.

CONFRONTO DIRETTO TRA DLI

DLI 36–38 mol/m²/giorno produce rese solide e stabili in ambiente standard.

DLI 40–45 mol/m²/giorno rappresenta una zona di spinta moderata.

DLI oltre 48–50 mol/m²/giorno ha senso quasi esclusivamente con CO₂ supplementare e controllo climatico preciso.

Senza CO₂, oltre 45 mol/m²/giorno l’efficienza marginale tende a ridursi.

IMPATTO DELLA UNIFORMITÀ

Supponiamo PPFD medio 900 µmol/m²/s ma con hotspot da 1100 al centro e 650 ai bordi.

La resa reale potrebbe ridursi del 10–15% rispetto a una distribuzione uniforme a 900 µmol/m²/s.

Questo significa che 1000 grammi teorici possono diventare 850–900 grammi reali solo per cattiva distribuzione.

SIMULAZIONE ECONOMICA

Costo energia 0,25 €/kWh.

Scenario base 322 kWh → circa 80 €.

Scenario spinto 416 kWh → circa 104 €.

Differenza 24 € per ciclo.

Se l’incremento produttivo è 376 grammi, il margine economico può giustificare l’aumento. Se invece l’aumento reale è solo 150–200 grammi, il beneficio si riduce drasticamente.

PUNTO DI MASSIMA EFFICIENZA

In ambiente standard senza CO₂, molti sistemi trovano equilibrio tra 850 e 950 µmol/m²/s, con DLI tra 36 e 42 mol/m²/giorno.

In ambiente con CO₂, il punto ottimale si sposta verso 950–1050 µmol/m²/s con DLI 40–48 mol/m²/giorno.

Oltre questi valori l’incremento di resa per ogni 100 µmol/m²/s aggiuntivi tende a diminuire.

SINTESI OPERATIVA

La simulazione numerica dimostra che aumentare il PPFD aumenta la resa, ma non in modo lineare. Il parametro decisivo non è il massimo valore raggiungibile, ma il rapporto tra grammi prodotti e kilowattora consumati.

In condizioni standard, 850–950 µmol/m²/s rappresentano una zona di alta efficienza. Con CO₂ supplementare si può salire a 1000–1050 µmol/m²/s con miglior rendimento economico.

La luce deve essere calibrata in funzione del sistema completo, non spinta al limite teorico.

ARTICOLO SUCCESSIVO

Nel prossimo approfondimento analizzeremo la gestione del dimmer e le strategie di modulazione progressiva dell’intensità durante il ciclo per mantenere costante l’efficienza fotosintetica senza generare stress.

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