INTRODUZIONE
Oltre alla banda rossa tradizionale compresa tra 620 e 680 nanometri esiste una porzione dello spettro immediatamente successiva, tra 700 e 750 nanometri, definita far red. Per molti anni questa banda è stata considerata marginale perché si trova al limite superiore della radiazione fotosinteticamente attiva. In realtà il far red ha un impatto estremamente potente sulla regolazione morfologica della cannabis, soprattutto durante la fase di transizione tra vegetativa e fioritura.
Il parametro chiave non è tanto la quantità assoluta di far red, ma il rapporto tra rosso e far red, indicato come rapporto R:FR.
INTERVALLO SPETTRALE E MECCANISMO FISIOLOGICO
Il rosso classico si colloca intorno ai 660 nm, mentre il far red è centrato intorno ai 730 nm. Queste due lunghezze d’onda interagiscono con un fotorecettore chiamato fitocromo.
Il fitocromo esiste in due forme: una attiva e una inattiva. La luce rossa converte il fitocromo nella forma attiva, mentre il far red lo riconverte nella forma inattiva. Questo sistema funziona come un interruttore biologico che permette alla pianta di percepire la qualità della luce e la presenza di competizione.
Quando il rapporto rosso:far red è alto, ad esempio superiore a 2:1, la pianta interpreta l’ambiente come aperto e non competitivo. Quando il rapporto scende verso 1:1 o inferiore, la pianta percepisce competizione e attiva il cosiddetto effetto shade avoidance, cioè allungamento per cercare più luce.
VALORI NUMERICI DI RAPPORTO R:FR
In ambiente naturale il rapporto rosso:far red può variare da circa 1,2:1 a 1,8:1.
In molti sistemi LED indoor senza far red dedicato, il rapporto può essere superiore a 3:1.
Se si introduce una quota controllata di far red portando il rapporto verso 1,5:1 o 1,2:1, si può stimolare uno stretch controllato nella fase iniziale di fioritura.
Se il rapporto scende sotto 1:1, l’allungamento può aumentare in modo significativo, anche del 20–30% in più rispetto a uno spettro privo di far red.
EFFETTO SULLO STRETCH IN FIORITURA
Nelle prime due settimane di fioritura la cannabis attraversa una fase di rapido allungamento. In questa finestra temporale il far red può essere utilizzato strategicamente.
Con un PPFD di 850–900 µmol/m²/s e rapporto R:FR superiore a 2:1, lo stretch rimane generalmente moderato.
Portando il rapporto verso 1,3:1 durante i primi 7–10 giorni, si può ottenere un incremento dell’altezza del 10–20% rispetto a uno spettro privo di far red.
Questo può essere utile in sistemi SCROG o in ambienti dove è necessario riempire lo spazio verticale prima della formazione definitiva delle infiorescenze.
FAR RED E EFFICIENZA FOTOSINTETICA
Sebbene il far red si trovi al limite superiore della PAR, esiste un fenomeno noto come effetto Emerson, secondo cui l’aggiunta di far red a una base di rosso può aumentare leggermente l’efficienza fotosintetica complessiva.
In condizioni controllate, aggiungere circa 5–10% di emissione nella banda 700–730 nm a uno spettro ricco di rosso può incrementare la fotosintesi netta di circa 3–7% a parità di PPFD totale.
Tuttavia questo effetto è modesto e non giustifica percentuali eccessive di far red durante l’intero ciclo.
USO TEMPORIZZATO DEL FAR RED
Un’applicazione interessante è l’uso del far red nei minuti finali del fotoperiodo. Un’esposizione di 10–15 minuti a luce prevalentemente far red può accelerare la conversione del fitocromo e simulare un tramonto naturale.
Questo può favorire una transizione più netta verso la fase notturna e, in alcuni casi, anticipare leggermente la risposta alla fioritura. Non si tratta di un effetto drastico, ma può contribuire a una gestione più fine del ciclo.
LIMITI E RISCHI
Un eccesso costante di far red può portare a piante troppo allungate, con internodi più lunghi anche del 25–30% rispetto a uno spettro equilibrato.
In ambienti con altezza limitata questo rappresenta un problema strutturale. Inoltre, un eccessivo stretch può ridurre la densità finale delle infiorescenze se la pianta disperde energia nella crescita verticale.
Il far red deve quindi essere considerato uno strumento di modulazione, non una componente dominante dello spettro.
VALORI OPERATIVI CONSIGLIATI
Mantenere un rapporto rosso:far red superiore a 2:1 in vegetativa per limitare l’allungamento.
Durante la prima settimana di fioritura si può scendere verso 1,3–1,5:1 per stimolare uno stretch controllato.
Evitare di mantenere rapporti inferiori a 1:1 per periodi prolungati.
Limitare la componente far red al 5–10% dell’emissione totale in fase di fioritura.
SINTESI OPERATIVA
Il far red tra 700 e 750 nm non aumenta direttamente la produzione come il rosso classico, ma agisce come regolatore morfologico potente. Manipolare il rapporto rosso:far red consente di controllare lo stretch e la percezione di competizione luminosa. Utilizzato con criterio, può migliorare l’architettura della pianta e ottimizzare l’uso dello spazio indoor. Utilizzato in eccesso, può compromettere compattezza e gestione dell’altezza.
Nel prossimo approfondimento analizzeremo il ruolo della luce verde e la sua capacità di penetrare negli strati inferiori della canopy, chiarendo se si tratta di luce realmente utile o di semplice componente accessoria dello spettro.
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